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Cobot on Tour 2023, oltre 200 PMI hanno già partecipato

Sono più di 200 le aziende che hanno aderito ai primi 6 incontri di Cobot on Tour, l’iniziativa di ABB Robotics nata per far conoscere tecnologia e opportunità della robotica collaborativa. Evidente la soddisfazione di partecipanti e organizzatori.

Oscar Ferrato
Product Manager Cobot per l’Italia

Sempre più aziende stanno valutando l’introduzione di soluzioni per l’automazione all’interno dei propri processi produttivi. Le PMI hanno però una domanda legata all’estrema flessibilità, che esige strumenti altrettanto flessibili.
I cobot rappresentano la risposta a queste richieste: sicuri, produttivi e adattabili a molteplici contesti, si stanno rivelando ideali per realtà di qualsiasi dimensione.
Per collegare domanda e offerta, problemi e soluzioni, produttori e utilizzatori, ABB Robotics ha perciò creato Cobot on Tour: un progetto partito lo scorso maggio per incontrare i potenziali utilizzatori di robot collaborativi nelle principali regioni italiane, il tutto con il fondamentale supporto dei partner locali di ABB.
Dopo le prime sei tappe, è giunto il momento di “tirare le somme”: ne abbiamo parlato con Oscar Ferrato, Product Manager Cobot per l’Italia, che ha contribuito in modo determinante alla nascita di Cobot on Tour.

Cosa vi ha spinti a pianificare Cobot on Tour?
Sicuramente la voglia di tornare a incontrare di persona i nostri clienti. Il contatto diretto è fondamentale per cogliere le richieste del mercato e suggerire possibili soluzioni.
Da questo punto di vista, appoggiarsi alle competenze e alle conoscenze dei nostri partner e distributori locali ci ha permesso di portare a un livello più alto il concetto di “contatto”. Non un semplice approccio nel quale noi raccontiamo le peculiarità dei cobot ABB e le persone presenti si limitano ad ascoltare, ma un confronto a 360 gradi tra tutti i partecipanti.


Il contatto diretto è fondamentale per cogliere le richieste del mercato e suggerire possibili soluzioni.

Cosa intendi per “confronto tra tutti i partecipanti”?
Ad ogni evento hanno partecipato decine di aziende diverse, che spesso non si conoscevano tra loro. L’occasione di Cobot on Tour è stata utile anche per fare networking, per confrontarsi tra loro su problemi e soluzioni e per scambiarsi idee ed esperienze.
La presenza sia del costruttore dei prodotti (noi di ABB), sia degli integratori (i partner che ci hanno ospitati) si è rivelata un’opportunità unica per comprendere a fondo le potenzialità della robotica collaborativa.

Quali sono state le principali reazioni delle aziende in occasione della visita dei tecnici ABB?
Di grande interesse nei confronti delle applicazioni pratiche. Abbiamo portato infatti isole demo dedicate ad alcune delle principali operazioni che vengono eseguite con i cobot: saldatura, carteggiatura, avvitatura, pallettizzazione e asservimento macchine.
Abbiamo cercato di mantenere un taglio molto snello sulla presentazione dei prodotti, concentrandoci invece su ciò che si può fare e sui benefici della robotica collaborativa.
Diversi clienti si sono persino presentati con pezzi reali, segnalando le proprie specifiche necessità e informandosi sulle opportunità legate all’implementazione dei robot nei relativi processi produttivi. Appena hanno compreso le potenzialità della tecnologia ABB, si sono interessati per la fattibilità di alcune applicazioni concrete.

Ci sono state particolari situazioni o episodi che vi hanno sorpresi?
Come ho accennato, la disponibilità dei nostri partner locali ha reso possibile tutto ciò: conoscono bene il mercato, le peculiarità dei clienti, le criticità che devono affrontare ogni giorno. Attraverso il loro supporto riusciamo a essere veramente capillari nel proporre le nostre soluzioni.
Probabilmente è anche per questo che il successo dell’iniziativa è stato travolgente: al momento abbiamo svolto sei tappe, due sono in programma tra settembre e ottobre e altre sono in fase di organizzazione. Abbiamo già raggiunto più di 200 PMI, un numero che di per sé ci rende particolarmente soddisfatti, ma siamo felici anche del fatto che praticamente tutti gli iscritti si siano presentati ai diversi appuntamenti. Chi organizza questo genere di incontri lo sa bene: raggiungere il 50% è un valore più che soddisfacente, mentre toccare quota 100% è un risultato straordinario, che indica il grande interesse che gravita attorno a questa tematica.


Il successo dell’iniziativa è stato travolgente [...] Abbiamo già raggiunto più di 200 PMI

Cobot on Tour 2023 sta contribuendo a sfatare alcuni “falsi miti” sulla robotica nelle aziende?
Più che ai falsi miti, rispondiamo a delle legittime perplessità. Come quelle relative alle tempistiche sul ritorno dell’investimento.
È possibile che si ottenga un ROI di pochi mesi, o al massimo di poco più di un anno? La risposta è sì, poiché è importante considerare i diversi fattori che vi contribuiscono. Sicuramente la maggiore produttività rispetto a un operatore umano, ma occorre considerare anche i minori rischi rispetto all’uso di altre tecnologie e l’incremento della qualità finale, che comporta anche una riduzione dei possibili scarti.
Sommando le diverse variabili, il ritorno dell’investimento risulta davvero rapido.

Ci sono atteggiamenti differenti da parte dei potenziali utilizzatori in funzione della dimensione delle aziende visitate, del settore di sbocco ecc.?
Capita di imbatterci in situazioni opposte. Da un lato gli “scettici”, che devono vedere all’opera un cobot per convincersi della reale fattibilità di una specifica applicazione.
Poi ci sono gli “entusiasti”, che vorrebbero fare ogni cosa con i robot: questi ultimi sono per noi una preziosa fonte di spunti tecnici. Chi costruisce sistemi produttivi cerca sempre di prevedere il maggior numero possibile di casistiche, ma sappiamo bene che sono gli utilizzatori a dettare le regole. Possiamo pensare a 100 possibili utilizzi dei nostri cobot, ma sono convinto che si presenterà un cliente con la 101ª casistica!

Quali sono le soluzioni e le tecnologie che hanno riscosso maggiore interesse?
Al di là delle applicazioni reali, che hanno catalizzato l’attenzione dei partecipanti, devo dire che i nuovi GoFa con portata al polso da 10 e 12 kg sono stati accolti con entusiasmo, segno che i mercati hanno bisogno anche di portate di questo tipo pur con la sicurezza dei collaborativi.
GoFa 10, ad esempio, ha uno sbraccio di 1,62 metri, il 14% in più rispetto ad altri robot della sua categoria. Un range di lavoro sufficiente per lavorare con i pallet statunitensi, più grandi degli europallet, rendendoli perciò ideali per le applicazioni di pallettizzazione.

Quali altri servizi si stanno rivelando utili nel percorso di automatizzazione delle imprese?Stiamo potenziando la nostra rete di Cobot Expert, un network di professionisti e system integrator in grado di rispondere a esigenze più complesse e mettere così in comunicazione due figure altrimenti distanti tra loro. Da un lato le PMI che cercano un supporto snello, capace di offrire risposte rapide e, se possibile, geograficamente vicino. Dall’altro integratori o programmatori, che altrimenti non avrebbero modo di mettersi in contatto con questi potenziali clienti.Quella del Cobot Expert è una figura un po’ diversa dal classico integratore, perché è pensato per rispondere a progetti di dimensioni medio-piccole.Indipendentemente dall’occasione di incontro o dal servizio scelto, il concetto di base per ABB è essere “vicini a voi per crescere insieme”. La robotica collaborativa è una branca nuova per tutti, e la condivisione di soluzioni ed esperienze assicura un grande margine di sviluppo e progresso per tutti.

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